Quando si lavora sulla propria comunicazione – che si tratti di creare contenuti per i social, scrivere una newsletter, un articolo di blog o un libro, o magari strutturare uno speech – c’è una domanda che dovrebbe venire prima di qualsiasi altra: a chi voglio rivolgermi davvero?
Capire chi è la persona dall’altra parte dello schermo, della pagina o del palco è il primo passo per creare un messaggio coerente, efficace e riconoscibile. E per costruire un personal brand forte.
Nel mondo della comunicazione, infatti, vale un principio fondamentale: se cerchi di parlare a tutti, finisci per non parlare a nessuno.
Eppure, la chiarezza sul pubblico target è anche uno degli aspetti più sottovalutati da imprenditori, professionisti e founder che iniziano a comunicare online. E anche quando si tratta di definire il lettore ideale di un libro per il personal brand, spesso emerge una gran confusione.
Posizionamento comunicativo: perché parlare “a tutti” non funziona
Facciamo un esempio semplice.
Immagina di gestire un locale e voler promuovere la tua serata del venerdì con una sponsorizzata su Instagram. Se scrivessi:
“Vieni alla nostra fantastica serata del venerdì, è per tutti!”
…quante persone pensi che si sentirebbero realmente coinvolte?
A occhio e croce, direi pochissime.
Un messaggio generico non stimola nessuna emozione, non crea curiosità, non intercetta desideri. È un po’ come dare un megafono a qualcuno in una piazza affollata: tutti sentono, nessuno ascolta.
Ora immagina invece di promuovere una serata swing.
Immediatamente, le persone che amano quello stile musicale si sentiranno chiamate in causa.
Si creerà una connessione immediata, perché sentiranno che stai parlando proprio a loro.
Certo, escluderai gli amanti del ballo liscio, della techno o del k-pop.
Ma in cambio starai costruendo una connessione forte con chi davvero rappresenta il tuo pubblico ideale.
Ecco perché è essenziale fare una scelta. Vale nella comunicazione, nel marketing, nel personal brand. E in generale nella vita 🙂
Individuare il target per il personal brand: una scelta che ti rende più forte
Quando comunichi, scegliere a chi parlare – ovvero individuare il target e definire il tuo posizionamento comunicativo – non è un’opzione: è una necessità strategica.
È la scelta che rende il tuo messaggio più forte, più chiaro e più memorabile.
Ogni contenuto che produci è un atto di relazione. Sapere con chi stai entrando in relazione ti permette di:
- usare il linguaggio giusto
- raccontare storie rilevanti
- calibrare il livello di approfondimento
- scegliere il tono di voce più adatto
- creare contenuti che risuonano
E questo è ancora più vero se stai pensando di scrivere un libro per il tuo personal brand: definire il lettore ideale è una scelta che fa tutta la differenza.
Pensa a come cambia il modo in cui parli del tuo lavoro a seconda dell’interlocutore: un collega di settore, un potenziale cliente, o magari tua nonna di novant’anni! A seconda della target audience, ogni conversazione richiede un registro diverso.
Definire il target per un libro: un esempio pratico
Mettiamo che tu sia un fisioterapista e decida di scrivere un libro. Hai a disposizione almeno due strade:
1. Scrivere un manuale tecnico per addetti ai lavori, magari come supporto ai tuoi corsi di formazione.
In questo caso userai un linguaggio specialistico, approfondirai concetti avanzati di anatomia e ti rivolgerai a chi conosce già la materia.
2. Scrivere un libro divulgativo per chi lavora al computer tutto il giorno e vuole prendersi cura della propria postura: freelance, remote worker, nomadi digitali.
Qui dovrai semplificare, spiegare, fare esempi pratici, usare un tono più leggero.
Stesso autore, stesso argomento… ma due libri completamente diversi.
Perché?
Perché cambia il lettore ideale.
Come definire il target di riferimento
Individuare il target di riferimento non è un esercizio di fantasia: è un processo basato sull’osservazione e sull’analisi.
Per identificare il tuo pubblico ideale, parti da tre elementi:
- Chi ti segue già: sui social, in newsletter, agli eventi.
- Chi acquista da te: quali caratteristiche condividono queste persone?
- Chi vorresti raggiungere: qual è il pubblico ideale del tuo futuro professionale?
Da qui puoi creare la tua buyer persona, ovvero una rappresentazione semi-realistica del tuo interlocutore tipo: età, professione, motivazioni, bisogni, stile di vita, dubbi e obiettivi.
Più la buyer persona è concreta, più i tuoi contenuti saranno mirati e rilevanti. Questo ti permette di evitare comunicazioni generiche e di costruire invece messaggi capaci di risuonare in modo naturale con chi ha davvero bisogno di ciò che offri.
Un piccolo disclaimer (e una grande rassicurazione)
A questo punto scommetto che ti è affiorato un pensiero un po’ scomodo:
“Se mi posiziono in modo troppo netto, non è che rischio di perdere opportunità?”
È una paura normalissima. Ma: take it easy!
A meno che tu non scelga una nicchia ultra specifica, non stai chiudendo drasticamente la porta in faccia a nessuno. Anche alla serata swing può arrivare la coppia che di solito balla il tango, ma ha voglia di provare qualcosa di nuovo.
Lo stesso vale nel lavoro.
Io, ad esempio, sono posizionata come ghostwriter per imprenditori specializzata in libri per il personal brand, ma ricevo comunque richieste per autobiografie personali o progetti editoriali diversi.
Perché?
Perché la chiarezza attrae.
E quando una comunicazione funziona, funziona anche oltre il perimetro del pubblico ideale.
Un posizionamento comunicativo chiaro non restringe artificialmente il pubblico, ma rende forte e riconoscibile ciò che fai.
Le contaminazioni arriveranno comunque: sarai tu a decidere se e come accoglierle.
Scegliere una direzione significa dare forza e identità al tuo messaggio.
Non farlo significa rischiare di creare contenuti “vanilla”: carini, corretti, ma senza personalità.
Ricorda: una comunicazione efficace nasce sempre da una scelta. E da un’identità chiara.
Un esercizio per definire la tua target audience
Prenditi 15 minuti e rispondi a queste domande:
- Chi è la persona ideale a cui vuoi rivolgerti? (età, interessi, ruolo, fase della vita)
- Perché dovrebbe ascoltarti o seguirti?
- Che cosa cerca, desidera o ha bisogno di sapere?
- In che modo puoi aiutarla o offrirle valore?
- Cosa vuoi che pensi, senta o faccia dopo averti letto?
Più saprai descrivere con precisione il tuo pubblico ideale, più la tua comunicazione diventerà efficace, autentica e capace di creare connessioni reali.
Se vuoi un supporto per identificare il target per un libro, parliamone.
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